Come abbiamo già accennato in un precedente articolo, Francesco III d’Este, mentre erano in pieno svolgimento i lavori per la famosa via Vandelli, pensò di realizzare anche un porto che servisse da completamento al suo ambizioso progetto del famoso “sbocco al mare” che gli avrebbe permesso non solo la supremazia commerciale, ma soprattutto, fornito un valido strumento di difesa in caso di attacco, da parte di qualche potenza straniera. La scelta del luogo per la realizzazione cadde sulla spiaggia di Lavenza,(Avenza) che da decenni serviva per il carico di blocchi di marmo. Chiaramente il futuro porto doveva possedere delle caratteristiche particolari per svolgere efficacemente i compiti che il sovrano si prefiggeva. Necessitava perciò di un’attenta progettazione, compito che fu affidato a un ingegnere francese Milet De Mureau.A prima vista la scelta di un francese potrebbe sembrare per lo meno strana, ma un’attenta lettura dei fatti, evidenzia come la Francia si sia mostrata particolarmente benevola nei confronti degli Estensi dopo la pace di Aquisgrana, e la scelta del Duca, fu forse il modo per ringraziare. L’ingegnere francese, elabora un grandioso progetto, addirittura di una città fortificata che servirà alla difesa del porto che sarà costruito al suo interno, questo sarà costituito di due bacini, uno piccolo a uso personale del Duca, e uno grande, che servirà per il servizio commerciale, il tutto sarà dotato di una piazza d’armi, di un nuovo palazzo ducale, di edifici pubblici per l’espletamento delle formalità doganali, laboratori e magazzini, e perfino di una piccola chiesa.
Secolo XVIII, penna e matita su Carta, mm 595x385, Archivio di stato di Genova. Tratto da Cartografia storica di Nicola Gallo (uno zoom a pag2)
Nel 1752 l’ingegner, De Mureau, presenta il progetto al Duca, con l’altisonante nome di “Nouvelle ville de Carrara” cominciano i lavori che sono da subito particolarmente difficili dato il lento ma progressivo allontanamento della linea di costa, che costringerà il progettista ad allungare il fronte di scavo. Nel 1753 però, per l’improvvisa morte di Milet De Mureau, i lavori si fermano, e al Granduca cominciano a sorgere i primi dubbi sulla fattibilità del progetto, tanto da spingerlo a interpellare parecchi scienziati del tempo, uno dei quali fu l’eminente astronomo padre Ruggero Boscovich, che contribuirà alla fondazione dell’Osservatorio Astronomico di Brera, che, con i loro pareri negativi decretarono la fine del progetto. (continua a pag 2)
Il nostro medioevo di Enzo De Fazio
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