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25 ottobre 2007

Testaroli

Testaroli alla castelpoggina

Ricetta (per circa 20 testaroli di diametro 20 cm)
500 g di farina tipo 0
150 g di farina di mais
Sale quanto basta
Acqua quanto basta fino a raggiungere la giusta densità (più o meno 800 ml)

Testi Pastel
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Preparazione
Scaldare i testi al fuoco
Dopodiché ungere con olio extra vergine le due parti interne dei testi usando una mezza patata.
Versare un mestolo della pastella al centro del testo e subito posizionare il secondo testo in modo che la pastella si spalmi su tutta la superficie.
Dopo circa 1 minuto girare i due testi sovrapposti per cuocere il testarolo anche sul secondo lato
Durante la cottura coprire i testaroli già pronti per evitali che diventino secchi
Condire con olio e formaggio parmigiano, con salumi, formaggi, pesto o sugo di funghi.

Oliof

I testaroli avanzati possono essere usati il giorno dopo, tagliandoli a pezze oppure a striscioline, portanno essere bolliti come la normale pasta e conditi con sugo di funghi o pesto.

Il video della preparazione girato da "Castelpoggio TV"

22 agosto 2007

Topetti

Subito dopo la raccolta delle patate qui a Castelpoggio è tradizione fare i Topetti, in italiano gnocchi di patate. In questa occasione si usano le patate affettate dall'aratro e dalla zappa durante la raccolta, infatti se non cucinate subito si deteriorerebbero ed andrebbero buttate. Si racconta che qualcuno le affetti appositamente per la paura di non potersi gustare, dopo il duro lavoro, un abbondante porzione di topetti al ragù. (leggi l'articolo sulla raccolta)

Topetti Preparaz
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08 giugno 2007

Rapi e Salsicce

Si fa rosolare in una padella grande le salsicce tagliate in 4 parti circa, con un cucchiaio di olio, due spicchi d'aglio e mezza cipolla. Una volta colorata a dovere aggiungere i rapi preventivamente lessati fino a che non diventano quasi croccanti. Il piatto a questo punto è pronto.

Per un piatto unico si può aggiungere delle bistecche. In tal caso andranno cotte preventivamente nella padella grande. Toglierle e nella stessa padella, procedere a rosolare i rapi come indicato sopra. Una volta pronti i rapi e le salsicce aggiungere le bistecche e lasciare il tutto al fuoco per alcuni minuti.

27 ottobre 2006

Pane e focaccia

Nell'immaginario collettivo locale, Castelpoggio, è fortemente legato al pane.
Chi non è mai passato dal paese senza poter resistere alla tentazione di fermarsi e gustare un pezzo della famosa "focaccina" ? Oppure senza comprare un caratteristico filone di pane da portare a casa ?
L'antico forno a legna è una fermata obbligata per chiunque transiti da Castelpoggio, per lavoro, per una gita in montagna o prima di iniziare una passeggiata lungo le antiche mulattiere. Ancor oggi il pane viene prodotto secondo le più antiche tradizioni e cotto rigorosamente nel forno alimentato a legna.

Il lavoro del fornaio per produrre il pane di domani comincia già oggi con la preparazione delle pasta usando come lievito il "loam", lievito madre che a sua volta è stato preparato il giorno prima. Poi si alza alle prime ore dell'alba per accendere il fuoco dentro al forno, il quale deve essere ancora caldo dal giorno precedente. Poi impasta ancora, condisce e modella il pane a la focaccia, sempre continuando ad alimentare il fuoco per far raggiungere al forno la temperatura ideale. Mentre che i preparati subiscono l'ultima lievitazione collocati su un lenzuolo caldo, il fornaio toglie la brace e pulisce il pavimento interno al forno poi comincia ad infornare i pani uno ad uno con velocità e scaltrezza. Una volta chiuso il forno, mentre che aspetta che la cottura sia ultimata, modella la seconda infornata e cosi via.

Consigli dell'autore
Mi permetto di consigliare alcuni prodotti da abbinare alla "focaccina di Castelpoggio", premettendo che sono frutto di lughi studi pantagruelici che ho eseguito con l'aiuto della mia golosità fin dall'età infantile:

La focaccina con i fichi (e/o fioroni): Non è una novità nella zona ma il sapore della focaccia di Castelpoggio crea con i fichi un contrasto dolce salato unico.

La focaccina con la "mundiola": La mondiola non è un salume che mi piace poi tanto, pero con la focaccina di Castelpoggio si sposa a meraviglia tanto che arriva a diventare il mio salume preferito in quanto ad abbinamento con con il famoso prodotto da forno del paese.

Focaccina con la nutella: Un prodotto della mia infanzia ma il condimento della focaccina si sposa a meravigli con la crema di cioccolato e nocciole famosa in tutto il mondo.

L'Antico forno a legna lo trovate Via Salita Casa Nova.

26 ottobre 2006

Le castagne

Il castagno con il suo frutto è sempre stato una fonte di sussistenza importantissima per l'economia di Castelpoggio sin dai tempi antichi ha aiutato anche a superare periodi di carestia e guerra che avrebbero rischiato di produrre uno spopolamento irreversibile del borgo. Non a caso viene  universalmente chiamato il pane dei poveri. Castelpoggio è letteralmente avvolto da ettari ed ettari di castagni che per gli abitanti hanno sempre significato: alimento tramite i sui frutti "le castagne", combustibile tramite il legname da ardere e ristoro per la fresca ombra estiva che donano al bosco.

Le castagne possono essere consumate in vari modi, prendiamo in esame quelli più tradizionali a Castelpogggio:

Castagna cruda (passeggiando nel bosco è d'obbligo, togliersi il languorino all'istante, sbucciando una castagna )
Le mundine (castagne arrostite al fuoco su una padella forata ad arte)
I baduci (castagne lessate in un grosso pentolone insieme a qualche foglia di alloro)
I guscion (castagna, seccata in canniccio, da succhiare come una caramella)
Sotto forma di farina (con le varie ricette derivate da essa, frittelle, castagnacci, torta di cian ecc.)

La farina
La produzione di farina, secondo il procedimento che si usa a Castelpoggio, è tra i più antichi ma anche faticosi e laboriosi. Già settimane prima il proprietario comincia a pulire la sua porzione di bosco, in modo tale che sia più facile e veloce raccogliere le castagne, in pratica si bruciano le foglie secche, raccolte in grossi cumuli oppure si portano le stesse a qualcuno che possiede animali da stalla, che le userà come lettiera. Giorno per giorno si continua la raccolta seguendo anche la pulitura del terreno, poi la castagne vengono scelte, scartando le eventuali bacate, e portate al "canniccio". Il canniccio non è altro che una capanna di solito adiacente alla casa del contadino oppure isolata nel bosco vicino al luogo di raccolta delle castagne. Lo spazio interno è diviso da un soppalco di legno, cui pavimento è formato da bastoncini rotondi di castagno, messi l'uno accanto all'altro sul quale le castagne vengono stese uniformemente, fino ad uno spessore di 50 cm. Nella parte inferiore, sotto il soppalco, si accende il fuoco, che poi deve essere alimentato giorno e notte per far si che il calore ed il fumo facciano seccare le castagne. Il fuoco è formato da grossi "thiocchi" (tronchi di legno secco, rigorosamente di castagno), con cui viene acceso il fuoco, poi coperto con la "pula" (la buccia tolta castagne seccate l'anno prima), questo per evitare che la fiamma si innalzi troppo. Oltre che vigilare il fuoco il contadino deve muovere periodicamente le castagne per ottenere una seccatura uniforme. La procedura di essiccazione dura circa 30-40 giorni, dopodiché viene spento il fuoco e con un lungo bastone vengono spostati alcuni bastoncini, in modo che le castagne cadano giù, in sacchi posti sotto la fessura aperta. Quando le castagne sono secche devono essere sgusciate tramite la "battitura", che si effettua tramite robuste "mazzeranghe" con cui i frutti secchi vengono percossi energicamente fino a che la buccia delle castagne, ormai secca, si separa dal frutto (guscion). Dopodiché si dovranno separare i guscioni dalla pula e il prodotto sarà pronto per essere portato al mulino per la trasformazione in farina. Oggi invece della battitura manuale si usa una spece di macina che tramite un ventilatore posto nella parte finale separa già la pula dalle castagne, in ogni caso dei pezzetti di buccia rimangono attaccati ai guscioni, per affinare la pulitura quindi si usa il "bugdiol" un attrezzo artigianale costruito con legno di castagno.

Il Mulino
Purtroppo, nonostante la tradizione di Castelpoggio per la raccolta di castagne e la produzione di farina, in paese non esisteva, almeno anticamente,  un mulino. Castelpoggio quindi ha dovuto, per molti anni, dipendere da altri paesi per eseguire l'ultima fase della produzione di farina dolce. Alla fine del 1800 infatti dal registro della Contabilità della vicinanza di Castelpoggio si evince che il Paese pagava a Gragnana per l'affitto del mulino la somma di 21 Lire annue. Non molti anni più tardi Castelpoggio riuscì a costruirsi un mulino e quindi a liberarsi dall'affitto dovuto allo Stato ed a Gragnana. Veniva chiamato "l'mulin d'Flì" perché apparteneva ad un certo Filippo Ricci di Castelpoggio, non è molto vicino al paese, probabilmente vi si portavano le castagne aiutati dai muli. Esiste tuttoggi la costruzione con all'interno la macine ancora intatte, mentre fuori sono visibili i canali di scolo. Per raggiungelo si puo passare sia dal sentiero che va a Casano sia dalla località "la uida" (in zona agricola).

La festa
Da anni è usanza a Castelpoggio organizzare la festa della “mundine”, ultimamente la festa viene celebrata, , nella piazza principale del paese, i primi fine settimana di novembre o durante la festa dei Santi. Un ottimo motivo per conoscere il paese, gustare i prodotti tipici derivati dalle castagne allietati da un bichiere di vino della zona e far festa con gli ospitali abitanti del borgo.

29 settembre 2006

Le rosse di Castelpoggio

Non stiamo parlando di bellissime ragazze delle chiome color fuoco oppure di una associazione di femministe comuniste, ma di patate. Le rosse di Castelpoggio sono una varietà di patate largamente coltivate nella nostra zona sopratutto in passato, adesso man mano sempre più rare. Le "rosse" sono molto asciutte ma cosa più importante saporitissime.

Rosse_2 Rosse2
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