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‘L camp’sant, i ha pers la pace la zenta al va, e al ven, tuta ‘n furaz ‘l marm dle tombe, e di forneti i è luz’chent, e lustrat al fin! L’aria, ‘nzà da la matina al sa d sapon, e d varichina. P’rcos, ‘l dì di morti la zenta al v’nirà, tuta ‘n montura donch, an’ s dovrà fari di torti passar da sprecisi, e far bruta figura! A s fa a gara a chi adà ‘l fior pu ross! ‘L pù bel vas, o ‘l lumin pù gross! Ma d sicur, a ne d far la mafia che a l’’nteress pù, chi iè… D’là! A ne cussì, che a s curerà ‘l dolor ma a portali p’r sempr drent al cor! Arcordans’li da vivi , soridenti senza fars stribiar da la pietà! I s’en adurmiti!... Movens con rispet lasan’li ‘n pace!... P’r l’eternità. |
Il cimitero ha perso la pace La gente va e viene tutta indaffarata Il marmo delle tombe, e dei fornetti È lucente, e lustrato al fine! L’aria già dalla mattina Odora di sapone e di varichina Perché, il giorno dei morti La gente arriverà vestita bene Dunque non bisognerà offenderla Passando da sprecisi, e facendo brutta figura Si fa a gara a che ha il fiore più rosso Il vaso più bello, o il lumino più grosso Ma di sicuro non è la vanità Quello che interessa quelli che sono..Di la Non è così che si curerà il dolore Ma portandoli per sempre dentro il cuore Ricordandoceli da vivi, sorridenti Senza farci stritolare dalla pietà Si sono addormentati! Muoviamoci con rispetto Lasciamoli in pace!...Per l’eternità! |
Commento: Un po di sano sarcasmo sulla maniacale corsa alla pulizia dei cimiteri in occasione della ricorrenza dei defunti. Una critica al culto dell'apparenza e alla vanità regnanti incontrastate degli ultimi decenni, anche sulla spiritualità. Forse dovremmo visitare più spesso i nostri cari estinti, ma con meno sapone al seguito e più amore nel cuore.





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