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« settembre 2006 | Principale | novembre 2006 »

30 ottobre 2006

Servizi vari

EDUCAZIONE

Scuola Elementare Don Primo Corsini
Via Emilia (ex villa Fabbricotti)
Tel. 0585 316143

Scuola materna
Via Emilia (ex villa Fabbricotti)
Tel. 0585 316143

SANITA'

Ambulatorio medico
Via Vasco Venturelli n.9

SPORT

Campo sportivo
Verso Noceto a 1Km dal paese

RELIGIONI

Ufficio Parrocchiale
Piazza Santa Maria

ASSOCIACIONI

Legambiente ufficio
Via Emilia (ex villa Fabbricotti)
Tel. 0585 316143

Circolo Endas
Via Emilia n.7
Attività: Circolo ricreativo e Bar

La Pala - Circolo Endas
Strada Statale 446
Attività: Circolo ricreativo estivo, bar e balera

Punto Rosso
via Emilia
Tel. 0585 316120 (Bruno Fantoni)

Don Umberto Pisani

L'ultimo parroco che ha potuto dedicare il suo lavoro esclusivamente alla nostra parrocchia, ci ha lasciato il 17 Novembre 1998, dopo una lunga malattia, avvisando i paesani della sua salita al cielo tramite il suono a festa delle campane. Nacque a Fossola il 2 Luglio del 1924, studiò nel seminario di Massa consacrandosi sacerdote il 10 Luglio 1949. Dopo undici anni di servizio nella parrocchia di Tenerano venne a Castelpoggio il 22 Maggio 1960 dove prese per mano i parrocchiani orfani di Don Primo Corsini. Fu insegnante di religione al Tenerani ed in altre scuole pubbliche di Carrara. Possedeva una vigna sulla collina di Moneta che curava amorevolmente, si dice che, ad inizio carriera, inviava tutti gli anni a Papa Paolo VI una damigiana da cinquantaquattro litri di squisito vino di Moneta da lui prodotto. Nel 1971 fece rifare completamente il tetto della chiesa, nel 1983 cambio completamente l'impianto elettrico e di illuminazione facendolo sostituire con un più moderno e fece restaurare e ricolorare tutti gli affreschi interni della chiesa. Amico della gioventù, fù sempre molto attivo e sapiente nell'istruire ed incentivare i ragazzi della parrocchia con iniziative ludiche ma anche culturali come l'organizzazione di gite, quiz a premi oppure la famosa "pentolaccia" che riempiva letteralmente Piazza Santa Maria. Amato da tutti fù un parroco a misura d'uomo, un don Camillo apuano, dolce, gioioso ma anche intransigente e lunatico. Ancor oggi tutti i paesani lo tengono nel cuore e lo ricordano con affetto ed un velo di malinconia.

Trasporti pubblici

AUTOBUS C.A.T. (Orario Invernale fino a giugno 2007)

FERIALE
Dal capolinea di Carrara (Ospedale) a Castelpoggio
Partenza  Arrivo
6:20          6:41
6:40          7:10
8:10          8:45
10:30        10.55
12:05        12:30
13:05        13:40
13:30        13:53
14:05        14:33
15:05        15:30
17:05        17:30
17:35        17:49
19:30        19:58

Da Castelpoggio al capolinea di Carrara
Partenza  Arrivo
7:00          7:24
7:10          7:34
8:45          9:09
11:00        11:23
12:35        13:01
13:40        14:04
14.35        14:58
15:02        15:25
15:35        15:58
17:35        17:58
20:00        20:23

FESTIVO
Dal capolinea di Carrara (Ospedale) a Castelpoggio
Partenza  Arrivo
8:10          8:35
13:00        13:33
15:15        15:40
19:30        20:03

Da Castelpoggio al capolinea di Carrara
Partenza  Arrivo
10:00        10:23
13:40        14:03
18:00        18:23
20:05        20:28

Evento "Ben di Morti"

Giovedì 2 Novembre alle 9:30 nella scuola elementare di Castelpoggio, nella giornata a suffragio dei defunti, verrà rievocata la tradizione del Ben di morti. Tutto il paese si mobiliterà nella preparazione di prodotti tipici della tradizione come i Castagnacci, la torta e le Frittelle di castagnaccio, Riso nei fagioli e tanto altro. Oltre a poter gustare i prodotti tipici del ben di morti, i partecipanti, potranno rivivere la tradizione attraverso i racconti di illustri storici della zona. Perteciperanno all'evento tra gli altri: l'assessore alla cultura del Comune di Carrara, il direttore delle scuole elementari Safi ed il parroco del paese.

LEGGI SULLA TRADIZIONE DEL BEN DI MORTI

LEGGI UN VECCHIO ARTICOLO IN RASSEGNA STAMPA

29 ottobre 2006

Parroci del paese

Qui di seguito una lista di tutti i parroci di Castelpoggio dall'erezione della nuova parrocchia nel 1584 al 1999 quando l'ultimo parroco, esclusivo del paese Umberto Pisani, venne a mancare.

Lorenzo Di Domenico (1584 - 1586) di Equi
Domenico Giorgi (1585 - 1611) di Ugliano
Giovanni Maria Franceschi (1611 -1663)
Antono Ludivici di Giovanni (1663 - 1677) di Vagli Sotto
Girolamo Oscarelli Giandomenici (1677 - 1689) di Carrara
Antonio Ludovici (1689 - 1718) di Vagli Sotto
Giuseppe Andrea Vitali (1718 - 1743) di Sorgnano
Pasquale Danesi (1743 - 1752) di Castelpoggio
Giovanni Antonio Pucciarelli (1752 - 1754) di Castelpoggio
Francesco Rossi (1754 - 1805) di Tenerano
Giovanni Pietro Nicolai (1806 - 1828) di Noceto
Domenico Tommasi (1828 - 1843)
Nicolao Geminiani (1843 - 1876) di Verrucole
Sante Galani (1877 - 1880) di Minucciano
Giovanni Onniboni (1882 -1885) di Fosdinovo
Giovanni Cattani (1886 - 1921) di Tendola
Primo Corsini (1922 - 1959) di Carrara
Umberto Pisani (1960 - 1998) di Fossola (vedi)

Da Castelpoggio. Un paese del comune di Carrara con mille anni della sua storia" di Don Angelo Ricci. Edizioni Centro Studi storia locale, 1984

27 ottobre 2006

Ben di morti

Il "ben di morti", bene dei morti, è una tradizione social-religiosa del paese, deriva dalla distribuzione ai poveri e bisognosi di generi alimentari e piatti pronti, da parte delle famiglie benestanti, nel giorno dei morti o addirittura, in alcuni casi, per tutto il mese di Novembre. Era un opera di carità e misericordia che veniva praticata in ricordo il 2 Novembre a commemorazione dei propri morti. A volte questa pratica aveva origine da disposizioni testamentarie che obbligavano gli eredi di patrimoni, case o terreni a ricordare il defunto eseguendo questa periodica opera di bene. I generi alimentari che anticamente venivano donati in elemosina erano:

Castagnacci
Fagioli (sia cotti che crudi)
Farina di granturco
Malligato
Pattone
Riso nei fagioli
Vino e liquori (per i titolari di cantine e alimentari)

La tradizione si è tramandata per anni fino al secondo dopoguerra poi è un leggermente calata con il miglioramento delle condizioni socioeconomiche, ma è stata conservata come tradizione e rito fino ai giorni d'oggi.

"Ricordo, nei primi anni ottanta, quando mia mamma mi mandava "alla Tora" da Andrea Rocchi "il campanaro" a prendere Pattone o Castagnacci, per farmi partecipare al rito. Io mi presentavo a casa di questo anziano signore rosso di vergogna e spaventato ma questi mi accoglieva con un sorriso e mi raccontava la storia della tradizione".

Bibliografia

- Castelpoggio. Un paese del comune di Carrara con mille anni della sua storia" di Don Angelo Ricci. Edizioni Centro Studi storia locale, 1984

Pane e focaccia

Nell'immaginario collettivo locale, Castelpoggio, è fortemente legato al pane.
Chi non è mai passato dal paese senza poter resistere alla tentazione di fermarsi e gustare un pezzo della famosa "focaccina" ? Oppure senza comprare un caratteristico filone di pane da portare a casa ?
L'antico forno a legna è una fermata obbligata per chiunque transiti da Castelpoggio, per lavoro, per una gita in montagna o prima di iniziare una passeggiata lungo le antiche mulattiere. Ancor oggi il pane viene prodotto secondo le più antiche tradizioni e cotto rigorosamente nel forno alimentato a legna.

Il lavoro del fornaio per produrre il pane di domani comincia già oggi con la preparazione delle pasta usando come lievito il "loam", lievito madre che a sua volta è stato preparato il giorno prima. Poi si alza alle prime ore dell'alba per accendere il fuoco dentro al forno, il quale deve essere ancora caldo dal giorno precedente. Poi impasta ancora, condisce e modella il pane a la focaccia, sempre continuando ad alimentare il fuoco per far raggiungere al forno la temperatura ideale. Mentre che i preparati subiscono l'ultima lievitazione collocati su un lenzuolo caldo, il fornaio toglie la brace e pulisce il pavimento interno al forno poi comincia ad infornare i pani uno ad uno con velocità e scaltrezza. Una volta chiuso il forno, mentre che aspetta che la cottura sia ultimata, modella la seconda infornata e cosi via.

Consigli dell'autore
Mi permetto di consigliare alcuni prodotti da abbinare alla "focaccina di Castelpoggio", premettendo che sono frutto di lughi studi pantagruelici che ho eseguito con l'aiuto della mia golosità fin dall'età infantile:

La focaccina con i fichi (e/o fioroni): Non è una novità nella zona ma il sapore della focaccia di Castelpoggio crea con i fichi un contrasto dolce salato unico.

La focaccina con la "mundiola": La mondiola non è un salume che mi piace poi tanto, pero con la focaccina di Castelpoggio si sposa a meraviglia tanto che arriva a diventare il mio salume preferito in quanto ad abbinamento con con il famoso prodotto da forno del paese.

Focaccina con la nutella: Un prodotto della mia infanzia ma il condimento della focaccina si sposa a meravigli con la crema di cioccolato e nocciole famosa in tutto il mondo.

L'Antico forno a legna lo trovate Via Salita Casa Nova.

26 ottobre 2006

Le castagne

Il castagno con il suo frutto è sempre stato una fonte di sussistenza importantissima per l'economia di Castelpoggio sin dai tempi antichi ha aiutato anche a superare periodi di carestia e guerra che avrebbero rischiato di produrre uno spopolamento irreversibile del borgo. Non a caso viene  universalmente chiamato il pane dei poveri. Castelpoggio è letteralmente avvolto da ettari ed ettari di castagni che per gli abitanti hanno sempre significato: alimento tramite i sui frutti "le castagne", combustibile tramite il legname da ardere e ristoro per la fresca ombra estiva che donano al bosco.

Le castagne possono essere consumate in vari modi, prendiamo in esame quelli più tradizionali a Castelpogggio:

Castagna cruda (passeggiando nel bosco è d'obbligo, togliersi il languorino all'istante, sbucciando una castagna )
Le mundine (castagne arrostite al fuoco su una padella forata ad arte)
I baduci (castagne lessate in un grosso pentolone insieme a qualche foglia di alloro)
I guscion (castagna, seccata in canniccio, da succhiare come una caramella)
Sotto forma di farina (con le varie ricette derivate da essa, frittelle, castagnacci, torta di cian ecc.)

La farina
La produzione di farina, secondo il procedimento che si usa a Castelpoggio, è tra i più antichi ma anche faticosi e laboriosi. Già settimane prima il proprietario comincia a pulire la sua porzione di bosco, in modo tale che sia più facile e veloce raccogliere le castagne, in pratica si bruciano le foglie secche, raccolte in grossi cumuli oppure si portano le stesse a qualcuno che possiede animali da stalla, che le userà come lettiera. Giorno per giorno si continua la raccolta seguendo anche la pulitura del terreno, poi la castagne vengono scelte, scartando le eventuali bacate, e portate al "canniccio". Il canniccio non è altro che una capanna di solito adiacente alla casa del contadino oppure isolata nel bosco vicino al luogo di raccolta delle castagne. Lo spazio interno è diviso da un soppalco di legno, cui pavimento è formato da bastoncini rotondi di castagno, messi l'uno accanto all'altro sul quale le castagne vengono stese uniformemente, fino ad uno spessore di 50 cm. Nella parte inferiore, sotto il soppalco, si accende il fuoco, che poi deve essere alimentato giorno e notte per far si che il calore ed il fumo facciano seccare le castagne. Il fuoco è formato da grossi "thiocchi" (tronchi di legno secco, rigorosamente di castagno), con cui viene acceso il fuoco, poi coperto con la "pula" (la buccia tolta castagne seccate l'anno prima), questo per evitare che la fiamma si innalzi troppo. Oltre che vigilare il fuoco il contadino deve muovere periodicamente le castagne per ottenere una seccatura uniforme. La procedura di essiccazione dura circa 30-40 giorni, dopodiché viene spento il fuoco e con un lungo bastone vengono spostati alcuni bastoncini, in modo che le castagne cadano giù, in sacchi posti sotto la fessura aperta. Quando le castagne sono secche devono essere sgusciate tramite la "battitura", che si effettua tramite robuste "mazzeranghe" con cui i frutti secchi vengono percossi energicamente fino a che la buccia delle castagne, ormai secca, si separa dal frutto (guscion). Dopodiché si dovranno separare i guscioni dalla pula e il prodotto sarà pronto per essere portato al mulino per la trasformazione in farina. Oggi invece della battitura manuale si usa una spece di macina che tramite un ventilatore posto nella parte finale separa già la pula dalle castagne, in ogni caso dei pezzetti di buccia rimangono attaccati ai guscioni, per affinare la pulitura quindi si usa il "bugdiol" un attrezzo artigianale costruito con legno di castagno.

Il Mulino
Purtroppo, nonostante la tradizione di Castelpoggio per la raccolta di castagne e la produzione di farina, in paese non esisteva, almeno anticamente,  un mulino. Castelpoggio quindi ha dovuto, per molti anni, dipendere da altri paesi per eseguire l'ultima fase della produzione di farina dolce. Alla fine del 1800 infatti dal registro della Contabilità della vicinanza di Castelpoggio si evince che il Paese pagava a Gragnana per l'affitto del mulino la somma di 21 Lire annue. Non molti anni più tardi Castelpoggio riuscì a costruirsi un mulino e quindi a liberarsi dall'affitto dovuto allo Stato ed a Gragnana. Veniva chiamato "l'mulin d'Flì" perché apparteneva ad un certo Filippo Ricci di Castelpoggio, non è molto vicino al paese, probabilmente vi si portavano le castagne aiutati dai muli. Esiste tuttoggi la costruzione con all'interno la macine ancora intatte, mentre fuori sono visibili i canali di scolo. Per raggiungelo si puo passare sia dal sentiero che va a Casano sia dalla località "la uida" (in zona agricola).

La festa
Da anni è usanza a Castelpoggio organizzare la festa della “mundine”, ultimamente la festa viene celebrata, , nella piazza principale del paese, i primi fine settimana di novembre o durante la festa dei Santi. Un ottimo motivo per conoscere il paese, gustare i prodotti tipici derivati dalle castagne allietati da un bichiere di vino della zona e far festa con gli ospitali abitanti del borgo.

Parco Alpi Apuane

Campocecina e il monte Sagro, raggiungibili in meno di venti minuti da Castelpoggio, sono pendii che rappresentano i primi contrafforti della catena delle Alpi Apuane, che si estende sul territorio delle province di Massa-Carrara e di Lucca. Buona parte di questo territorio è sotto la tutela del Parco Regionale delle Alpi Apuane, che nel paese di Castelpoggio, trova a nord una delle sue porte di ingresso. Il Parco è stato costituito con la legge Regionale 5/85 per tutelare questa catena montuosa unica per le sue caratteristiche geo-morfologiche, naturalistiche e paesaggistiche. In tutto il mondo queste montagne sono conosciute per la bellezza dei marmi, le grandi cavità del sottosuolo carsico e per la bellezza dei paesaggi alpestri che, come in nessun posto al mondo, terminano sulle turistiche spiagge della Versilia. La posizione geografica, l'esposizione e la varietà delle sue rocce determinano la presenza di ambienti vari e contrastanti nonché ricchezza floristica e faunistica. Caratteristiche sono le innumerevoli grotte di differenti profondità e sviluppo spesso caratterizzate da corsi d’acqua sotterranei e da spettacolari stalattiti e stalagmiti. Abbondante è anche la porzione montuosa priva di vegetazione che con la sua superficie rocciosa e scoscesa rende infatti questi rilievi molto simili alle Alpi dalle quali hanno preso il nome. A quote più basse invece troviamo una rigogliosa vegetazione dove castagni faggi e querce trovano un ambiente favorevole formando boschi di rara bellezza. Alcune cime significative sono proprio il Sagro, il Monte Pisanino, Il Pizzo d'Uccello, la Tambura, l’alto Sella. Il parco offre la possibilità di percorsi trekking e naturalistici, visite a cave, grotte e altre bellezze naturali.

Parco Regionale delle Alpi Apuane
tel. 0585/315300
www.parcapuane.it

LE MAPPE

Carta_turistica
Un estratto della mappa turistica

Confini_parco
I confini del parco

Confini_castelpoggio
Castelpoggio e i confini del parco

Idrografia_e_sentieri
Castelpoggio idrografia e sentieri

Bibliografia
- Sito del comune di carrara
- www.parcapuane.it
- www.tuscany-charming.it

24 ottobre 2006

Dove dormire

IN PAESE

RIFUGIO CARRARA
Comune di Carrara (MS) - Loc. Campocecina
Aperto tutto l'anno - Posti letto 36
Tel. 0585 / 841972 E-mail: caicarrara@virgilio.it
http://www.caicarrara.it/sito/bkrifcar.htm

NEI DINTORNI (Carrara centro)

ALBERGHI

MICHELANGELO
Comune di Carrara (MS) - CORSO ROSSELLI, 3
Tel. 0585 / 777161

DA ROBERTO
Comune di Carrara - VIA APUANA, 3 / F
Tel. 0585 / 70634

CARRARA
Comune di Carrara - VIA PETACCHI, 21 - (Stazione delle ferrovie di Carrara Avenza)
Tel. 0585 / 857616

BED and BREACKFAST

ANTICA CARRARA
Comune di Carrara (MS) - VIA DELL'ARANCIO, 17 - (vicino P.zza Accademia)
Tel. 335 / 1893026

SERAFINI ILARIA
Comune di Carrara - Via Mazzini, 16

IL GIRASOLE
Comune di Fosdinovo (MS) -  via Gignola, 3 (Fosdinovo)

AGRITURISMI

AGRITURIMO FRAVIZZOLA
Comune di Fosdinovo (MS) - Via Fravizzola, 17 - (Caniporola) 
Tel. 0187 / 68410 E-mail: fravizzola@libero.it (www.fravizzola.it)

POGGIO AURORA
Comune di Fosdinovo (MS) - Via Boccognano, 13 - (Boccognano)
Tel. 0187 / 68732

Monsignori Il Canniccio
Comune di Fosdinovo (MS) - Via Pilastri, 22 - (loc. Belvedere)
tel. 0187 / 675212

Willif
Comune di Fosdinovo (MS) - via Canepari (Fosdinovo)

Agriturismo Ca' d'r Moreto
Comune di Fosdinovo (MS) - Loc. Canepari
Tel. 0187 / 628016 - Cel. 338 / 8957538

Chiunque voglia inserire, gratuitamente nell'elenco, la sua attività, purchè favorisca lo sviluppo turistico di Castelpoggio  mi scriva

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